Graziella Campagna (Villafranca Tirrena, 24 maggio 1968 – Villafranca Tirrena, 12 dicembre 1985) è stata una vittima innocente di mafia. La sua storia, purtroppo comune in quegli anni, la rende un simbolo di lotta per la giustizia e contro la criminalità organizzata.
Graziella, appena diciassettenne, lavorava come domestica presso un'abitazione a Messina. Durante il lavoro, trovò un assegno con un nome che collegava due noti mafiosi: Gerlando Alberti Junior e Giovanni Sutera. Questi, allarmati dalla potenziale compromissione, decisero di eliminarla.
Il 12 dicembre 1985, Graziella fu assassinata e il suo corpo venne ritrovato a Forte Campone, in una zona isolata vicino a Villafranca Tirrena.
La verità sul suo omicidio è stata accertata solo grazie all'impegno dei suoi familiari, in particolare della sorella Pinuccia. La tenacia e la determinazione di Pinuccia Campagna, insieme al sostegno di alcuni magistrati coraggiosi, portarono alla condanna definitiva dei responsabili dell'omicidio, Gerlando Alberti Junior e Giovanni Sutera, rispettivamente all'ergastolo.
La storia di Graziella Campagna è un monito contro il potere della mafia e un esempio di come la perseveranza e la ricerca della verità possano portare alla giustizia, anche a distanza di anni.
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